STORIE DI CASE: un tuffo nella cucina di nonna Ciotina

Avete presente quei gusti e gli odori che vi riportano in un nano secondo ad una marea di anni fa?

Io vivo un sacco di questi tuffi nel passato e li adoro.

Il più eclatante è stato qualche anno fa – in Inghilterra – nel bel mezzo della colazione.

Era il 2006 uh quanto tempo è già passato – la scuola aveva organizzato uno school link di due settimane a Canterbury.

Ognuno di noi aveva un compagno di viaggio e si alloggiava in vere e proprie case ospitati dagli abitanti della cittadina.

La mia compagna – nonché amica – era Viola; alloggiavamo in una bifamiliare tradizionale di quelle piccole e buffe.

Ma veniamo al dunque: al mattino ci è stato chiesto come preferissimo la colazione se inglese o tradizionale – e noi scegliemmo la normale colazione.

Il problema era che loro non erano molto ferrati né preparati ad una colazione continentale e ci rendemmo conto di aver fatto la scelta sbagliata quando la signora posò sul tavolo una confezione di marmellata che pareva avesse partecipato alla prima guerra mondiale.

Viola – allora – ebbe un lampo di genio e mi disse: “ti preparo io una cosa buona”; prese del pane tostato, ci spalmò sopra il burro e poi cosparse il tutto con dello zucchero.

Li per li non ci pensai su ma – al primo morso – dacché ero seduta su quella sedia in legno davanti alla statuetta di un cocker mi ritrovai di colpo nella cucina di mia bis nonna.

Lei – alta e imponente – che mi preparava pane, burro e zucchero per merenda.

Ricordo perfettamente tutti i mobili che mi circondavano: la credenza in formica con la vetrinetta scorrevole con incisioni di cerbiatti, il tavolo con la sedia su cui lei si sedeva per fare i lavori, la cucina nell’angolo vicino alla finestra, la stufa, le ante in legno che coprivano una nicchia in muratura con sopra la mensola su cui teneva i barattoli lucenti di sale, zucchero e caffè.

Riuscivo persino a sentirne l’odore.

Pazzesco.

Quel morso è stato una vera e propria esperienza idilliaca per me e tutt’oggi la ricordo benissimo.

Da quel giorno cerco sempre di captare questi tuffi nel passato.

Beh – che dire – grazie Viola per avermi riportato alla mia infanzia.

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